La 34ma edizione porta con sé un triste lutto

Purtroppo questa edizione annota un triste evento: era il 9 maggio 2013 e la barca principale del Team Artemis Racing si capovolse a causa del forte vento, causando la morte del membro dell’equipaggio Andrew Simpson.

Dalla stampa dell’epoca:

“Il velista olimpico inglese Andrew Simpson (oro a Pechino 2008, argento a Londra 2012) è morto nel naufragio di Artemis AC72 in allenamento per la Coppa America. Intrappolato 10 minuti sotto la barca. Paul Cayard: “Siamo devastati. Ora non pensiamo alle barche, pensiamo alla gente”

La vela adesso si ferma e piange uno dei suoi. Uno dei migliori, un velista olimpico, due medaglie olimpiche: oro a Pechino 2008, argento a Londra 2012, entrambe le volte a prua della Star di Iain Percy. Gigante atletico, faccia bozzuta ma buona, gentile. La vela nella vita: ora sono volate via entrambe. Andrew “Bart” Simpson è morto (e c’è qualcosa di incredibile anche a scriverlo) a 36 anni, facendo vela, allenandosi nella baia di San Francisco su un catamarano della classe AC72, quella su cui si correrà la prossima XXXIV Coppa America. Il cat si è spaccato dalla traversa anteriore, c’è stato un cedimento strutturale, lo scheletro sghembo della “barca” si è accasciato sull’acqua, e qualcuno dei velisti dell’equipaggio è rimasto impigliato. Sott’acqua: Andy Simpson ci ha lasciato così, dopo tanti minuti sott’acqua, c’è chi parla di 10, finendo per respirarlo, quel mare che ha tanto vissuto, fino a farlo scorrere, davvero, nelle sue vene. Artemis AC72 è scuffiato verso le 13 locali, nei pressi del molo ferry di Treasure Island. Quando i soccorritori sono riusciti a estrarre il corpo di Andy dall’intrico di cavi che lo ha intrappolato, è stato issato un gommone e quindi portato a terra al St. Francis Yacht Club. E’ qui che stato dichiarato morto, dopo 20 minuti di continui sforzi di rianimazione cardiopolmonare che non erano serviti a rianimarlo. Nell’incidente un altro velista è rimasto ferito in modo piuttosto grave, ma non è in pericolo di vita. Altri dieci membri dell’equipaggio di Artemis sono rimasti illesi e sono stati trasportati al quartier generale Artemis, ad Alameda. Quando Paul Cayard, un’ora dopo, arriva ai microfoni dei media per una prima dichiarazione, la scena sembra irreale: sullo sfondo una enorme nave militare, l’acqua della baia increspata da un vento ignaro e gioioso, c’è un bel sole. Paul è tereo, pile nero, immobile nel pronunciare poche parole. “Ora dobbiamo pensare alla gente, la priorità del team è la nostra gente. Condoglianze alla famiglia di Bart (lo chiama così, col suo soprannome). La barca è stata rimorchiata in porto, ma adesso di lei ci importa poco. Dobbiamo riprenderci da questa giornata devastante.”

La giornata è devastante per la vela e la Coppa America, i dubbi si affollano e sarà inevitabile che adesso si parli della eccessiva pericolosità di questi mostri da regata che volano (e si ribaltano) a 40 nodi. Pochi giorni fa Francesco Bruni, italiano di Luna Rossa, ci aveva confidato, sinceramente e serenamente, di avere paura quando sale sull’AC72. I velisti hanno paura. Usano i caschi, fanno corsi di sopravvivenza e di paracadutismo. L’inseguimento dello spettacolo, dell’adrenalina, della fisicità, della velocità super, delle nuove generazioni, oggi ha segnato un duro, bruttissimo stop. Uno stop lugubre, un lutto grave, un giovane atleta olimpico, perchè è sempre la vela olimpica a fornire il carburante umano all’America’s Cup, e a tutta la vela, occorrerebbe non dimenticarlo mai. E’ la seconda volta che un velista muore durante un allenamento per la Coppa America. L’unica altra morte risale al 1999, quando Martin Wizner della sfida spagnola morì sul colpo dopo essere stato colpito alla testa da un pezzo rotto di attrezzatura.”

La 34ª America’s Cup si è disputata nel 2013 a San Francisco in California. Il Golden Gate Yacht Club è stato il Defender che ha riportato l’America’s Cup negli Stati Uniti dove mancava dal 1995, strappandola nel febbraio 2010 agli svizzeri di Alinghi. Il Challenger of Record era il Club Nautico di Roma che ha lanciato la sfida con l’imbarcazione Mascalzone Latino – Audi Team di Vincenzo Onorato. L’11 maggio 2011 Mascalzone Latino – Audi Team annunciò il ritiro dalla successiva edizione dell’America’s Cup per motivi economici ed il nuovo Challenger of Record divenne il Kungliga Svenska Segelsällskapet rappresentato da Artemis Racing. Per la prima volta in una edizione multi-challenger le imbarcazioni di regata sono stati dei catamarani ad ala rigida d’ispirazione aeronautica (come quella montata da BMW Oracle Racing nella 33ª America’s Cup). La nuova classe (denominata AC72) ha regatato a partire dal 2012: si tratta di imbarcazioni lunghe circa 22 metri, larghe 14, con un albero di 40 metri, 7 tonnellate di peso, superficie velica di circa 300 metri quadrati. Tutte le manovre sono manuali. Equipaggio di 11 uomini rispetto ai 17 degli ACC V5. Prima di questa data i team potevano regatare su una versione in scala ridotta, ossia l’AC45, imbarcazione monotipo costruita su licenza dell’organizzazione. Il primo esemplare costruito nel cantiere “Core Builders” a Warksworth (Auckland) di proprietà di BMW Oracle Racing Team è stato varato ai primi di gennaio 2011. Le imbarcazioni, una per ciascun team iscritto, hanno corso le sei World Series del 2011 più una del 2012 prima dell’introduzione dell’AC72 permettendo agli equipaggi di familiarizzare con l’ala rigida. Terminato il periodo propedeutico la barca è stata impiegata nella “Youth America’s Cup”, una sorta di mini Coppa America da corrersi con equipaggi giovanili della stessa nazionalità del team sfidante proprietario dell’imbarcazione.

Tra il 2011 e il 2012 si sono tenute le regate eliminatorie chiamate America’s Cup World Series e, tra il 2012 e il 2013, la competizione giovanile chiamata Youth America’s Cup.

Queste regate rappresentano un circuito tipicamente promozionale che ha portato l’azione tipica della Coppa in alcune delle località più rinomate al mondo e che permetterà ai team e ai loro velisti di prepararsi in vista della Louis Vuitton Cup, delle Defender Series e delle finali dell’America’s Cup.

Poiché gli AC72 possono sviluppare una velocità superiore a quella del vento reale, essi possono navigare in condizioni di vento sfavorevoli a barche della loro stazza (anche sotto i 10 nodi). L’America’s Cup vera e propria è stata disputata, come ormai consuetudine, tra il vincitore della Louis Vuitton Cup e il detentore della Coppa, in una serie di regate nella Baia di San Francisco.

Louis Vuitton Cup

La Louis Vuitton Cup si è svolta dal 4 luglio al 1º settembre 2013 a San Francisco, California.

11/07/2013 – San Francisco (USA CA) – 34th America’s Cup –

Round Robin

Il programma prevedeva che le tre barche gareggiassero ciascuna per dieci volte, sfidando ogni concorrente per cinque volte su un percorso di sette leg; il vincitore del Round Robin sarebbe poi approdato direttamente in finale, mentre gli altri due team si sarebbero sfidati in semifinale.

Il 9 maggio 2013, la barca principale del Team Artemis Racing si è capovolta a causa del forte vento, causando la morte del membro dell’equipaggio Andrew Simpson. Artemis si è ritirata da tutte le gare dei Round Robin ed è entrata in gara direttamente dalle semifinali. Secondo le regole 60.5 e 44.1c, la barca Artemis è stata considerata ritirata dopo 10 minuti di regata. Mentre le barche Emirates e Luna Rossa hanno conquistato la vittoria per bandiera nera contro Artemis, entrambe le barche hanno scelto di disputare un percorso di cinque tappe per alcune (Luna Rossa) o tutte (Emirates, inclusa una regata di sette tappe) di queste regate con bandiera nera. Emirates e Luna Rossa hanno corso solo nove volte, ritirandosi entrambe dalla loro ultima gara contro la mancante Artemis in quanto non avrebbe potuto cambiare l’ordine in classifica.

Emirates Team New Zealand si è quindi aggiudicato il Round Robin con 9 punti, con Luna Rossa seconda a 4 e Artemis Racing ultima a 0.

Semifinale

Le semifinali si sono corse al meglio delle 7 gare su regate da 7 leg. Hanno visto la vittoria di Luna Rossa Challenge per 4-0 su Artemis Racing.

La finale si è disputata al meglio delle 13 gare su regate da 5 leg. Emirates Team New Zealand ha vinto per 7-1 e si è conquistato il diritto di sfidare Oracle Team USA nella trentaseiesima America’s Cup.

34th America’s Cup Match

L’America’s Cup 2013 viene vinta da chi raggiunge 9 punti. Viene assegnato un punto per ogni vittoria. Oracle, che partì con due vittorie cancellate a causa di una violazione delle regole di stazza durante le AC World Series, vinse 9 a 8 dopo un’incredibile rimonta dall’1-8.

Mai una finale di Coppa America è stata tanto emozionante e mai, forse, ha generato così tante polemiche: il successo statunitense viene infatti esaltato da una parte e ferocemente contestato dall’altra, con libri, dossier e documentari che parlano di un uso irregolare della vela alare.

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